Questo libretto nasce da un’esperienza laboratoriale e seminariale che si è tenuta presso il Dipartimento DIRIUM dell’Università di Bari nell’a.a. 2023-24.
Nella prima sezione, che comprende poete e poeti pugliesi relatori dei seminari connessi al laboratorio di poesia, si incontrano le voci ben note di Lino Angiuli, che ha scelto di offrire qui una delle poesie scritte nella sua ‘lingua madre’, impastata della ‘terra madre’ di Puglia e insieme carica della voce universale di chi si riconosce nell’ “essere pianta”; Vittorino Curci, con l’ Epistula in versi sulle parole e i silenzi dell’“imbrattare un foglio”; Claudia Di Palma con il suo inedito sulla lingua, non solo poetica, come perpetua approssimazione e “guardare attraverso”; e ancora un altro ‘sguardo diverso’, quello di Florinda Fusco, con l’incontro e l’ascolto delle voci dei morti, secondo uno dei percorsi più intensi della nostra poesia contemporanea (e più antica: da Omero in poi).
Questa varietà e ricchezza di voci si moltiplica nella più ampia seconda sezione: poete e poeti pugliesi, presenti o indirettamente vicini a questo esperimento seminariale, hanno generosamente offerto una sinfonia di voci, stili, temi – memorie, affetti, paesaggi, dialoghi con gli assenti, e persino ironiche neoarcadie – che si spera possa essere una spinta a unulteriore ascolto e a un ulteriore sguardo rivolto alla poesia pugliese da parte di chi non è solito frequentarla.
La terza sezione è infine dedicata agli studenti che hanno partecipato al laboratorio di poesia, in cui abbiamo letto, discusso e provato a dare collegialmente idee e suggerimenti a chi ha voluto leggere o far leggere le proprie poesie durante i nostri incontri.